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News da Il Quotidiano Giuridico

Qualsiasi tipo di trust va a tassa fissa

Notariato - Lun, 08/19/2019 - 00:00
La Cassazione civile, con la sentenza n. 19167/2019 ha stabilito che in ogni tipologia di trust l'imposta proporzionale non andrà anticipata nè all'atto istitutivo né a quello di dotazione, bensì riferita a quello di sua attuazione e compimento mediante trasferimento finale del bene al beneficiario. Non potendosi riscontrare un trasferimento di ricchezza nell'atto di dotazione di beni in un trust solvendi causa, non potendosi individuare, il presupposto di imposta nella semplice apposizione del vincolo. Per il trust solvendi causa, non si dubita della effettività del trasferimento al trustee dei beni da liquidare, ma ciò non esclude che - anche in tal caso - sia connaturato al trust che tale trasferimento sia mero veicolo tanto dell'effetto di segregazione quanto di quello di destinazione. Si tratterà di individuare e tassare gli atti traslativi propriamente detti, non potendo assurgere ad espressione di ricchezza imponibile né l'assegnazione-dotazione di taluni beni alla liquidazione del trustee in funzione solutoria e nemmeno, in tal caso, la ripartizione del ricavato ai beneficiari a dovuta soddisfazione dei loro crediti.

Ammissibile l’affitto di farmacia privata?

Notariato - Ven, 08/09/2019 - 00:00
Si esamina la questione se, alla luce delle novità introdotte dalla l. 124/2017, sia ammissibile la stipula di un contratto di affitto di azienda avente ad oggetto una farmacia “privata”.

Guida pratica all'avvio di un'attività di impresa: le Società tra Professionisti

Notariato - Lun, 08/05/2019 - 00:00
Concludiamo la rassegna con la disamina di un tipo particolare di società, le Società tra Professionisti, strumento offerto dall'ordinamento ai professionisti che vogliono svolgere la loro attività in forma collettiva e, secondo i più recenti orientamenti, anche in forma individuale.

Trasformazione dell’impresa individuale in S.p.A. unipersonale: i recenti orientamenti

Notariato - Ven, 08/02/2019 - 00:00
La trasformazione dell’impresa individuale in S.p.A. è un argomento che incontra ancora lo sfavore quasi uniforme della giurisprudenza di merito e di legittimità. Contrariamente alla dottrina prevalente che sulla base del principio di economicità degli atti giuridici incasella l’operazione nella tipologia della trasformazione eterogenea “atipica”. Nell’auspicio di una chiara risposta legislativa alla questione la soluzione operativa più prudente appare il conferimento della proprietà dell’azienda nella S.p.A.

La c.d. clausola della «roulette russa» o clausola del «cowboy»: la massima milanese n. 181

Notariato - Lun, 07/29/2019 - 00:00
Pubblichiamo il commento alla massima n. 181 del Consiglio Notarile di Milano, che riportiamo di seguito: “È legittima la clausola statutaria, tipicamente prevista in caso di suddivisione del capitale sociale tra due soli soci in misura paritetica o in presenza di due soci di controllo paritetico, che attribuisca ai soci - al ricorrere di determinate situazioni di stallo decisionale nell'organo amministrativo e/o in assemblea - la facoltà di attivare una procedura in forza della quale ciascun socio (o uno di essi, a seconda delle circostanze) ha diritto di determinare il prezzo per il trasferimento delle reciproche partecipazioni paritetiche, attribuendo così all'altro socio la scelta tra (i) vendere la propria partecipazione al socio che ha determinato il prezzo, oppure (ii) acquistare la partecipazione di quest'ultimo al medesimo prezzo (c.d. clausola della «roulette russa» o del «cowboy»). La legittimità della clausola - pur non richiedendo necessariamente l'espresso richiamo del criterio legale di determinazione del valore delle partecipazioni stabilito per il caso di recesso, ai sensi dell'art. 2437-ter, comma 2, c.c. o dell'art. 2473, comma 3, c.c. - è da intendersi subordinata, al pari di quanto già affermato nella massima 88 per il caso delle clausole di «drag along», alla sua compatibilità con il principio di equa valorizzazione della partecipazione obbligatoriamente dismessa. Il diritto di attivare la procedura della clausola della «roulette russa» o del «cowboy» può essere attribuito genericamente dallo statuto a qualsiasi socio, eventualmente in dipendenza di una determinata soglia di partecipazione o di determinati presupposti, così come può consistere in un «diritto diverso» che connota (da solo o con altri diritti diversi) una categoria di azioni ai sensi dell'art. 2348 c.c. (o una categoria di quote di s.r.l. PMI ai sensi dell'art. 26, comma 2, d.l. 179/2012) oppure in un «diritto particolare» attribuito uti singuli a uno o più soci specificamente individuati dallo statuto ai sensi dell'art. 2468, comma 3, c.c. Oltre alla c.d. clausola della «roulette russa» o del «cowboy», in senso stretto, come sopra descritta, i medesimi principi trovano applicazione nelle ulteriori possibili varianti di clausole statutarie simili, la cui attivazione sia prevista anche in ipotesi diverse dallo stallo decisionale, dovendosi ritenere che l'autonomia statutaria sia al riguardo libera di determinare (i) i presupposti che consentono di attivare la procedura; (ii) le modalità con cui deve essere attivata ed eseguita la procedura; nonché (iii) il numero di "offerte" che comportano il diritto di riscatto e/o di acquisto”.

Trust: tasse fisse per imposte indirette, incostituzionali le richieste proporzionali

Notariato - Ven, 07/26/2019 - 00:00
L'atto di costituzione del trust, e l'atto segregativo, non esprime, di per se stesso, capacità contributiva ex art. 53 Cost., nè per il disponente, la cui utilità, rappresentata dall'effetto di separazione dei beni con limitazione della regola generale di cui all'art. 2740 c.c., peraltro correlata ad una autorestrizione del potere di disposizione, non si sostanzia in un incremento di forza economica, né per il trustee, stante il già segnato carattere solo formale, transitorio, vincolato e strumentale del suo acquisto; una vera manifestazione di forza economica e di capacità contributiva prende consistenza solo quando la funzione del trust viene attuata. Il trasferimento al Trustee è solo temporaneo mentre il trasferimento definito di ricchezza - che rileva quale indice di capacità contributiva in relazione al cui manifestarsi sono pretendibili le imposte proporzionali - si verifica solo al momento del trasferimento finale al beneficiario. Dunque, in ogni tipologia di trust l'imposta proporzionale non andrà anticipata né all'atto istitutivo né a quello di dotazione, bensì riferita a quello di sua attuazione e compimento mediante trasferimento finale del bene al beneficiario. Siffatta conclusione ha il pregio di indicare - una volta escluso che di fronte ad un fenomeno così complesso come quello del trust si possa "trarre dallo scarno disposto del D.L. n. 262 del 2006, art. 2, comma 47, il fondamento normativo di un'autonoma imposta, intesa a colpire ex se la costituzione dei vincoli di destinazione, indipendentemente da qualsivoglia evento traslativo, in senso proprio, di beni e diritti", senza incorrere in un deficit di costituzionalità della norma - un percorso interpretativo privo di incertezze e saldamente ancorato alla concretezza dell'effettivo incremento patrimoniale del beneficiario quale elemento rivelatore della capacità contributiva che legittima l'imposizione. La costituzione del vincolo di destinazione di cui al D.L. n. 262 del 2006, art. 2, comma 47, convertito dalla L. n. 286 del 2006, non integra autonomo e sufficiente presupposto di una nuova imposta, in aggiunta a quella di successione e di donazione. È quanto stabilito con le sentenze nn. 15453, 15455, 15456 e 16701 del 2019 della Cassazione civile.